La giurisprudenza ammette tale forma di controllo a patto che l’esigenza sia determinata da peculiari finalità quali quella di garantire la tutela del patrimonio aziendale (si pensi ai furgoni di assistenza tecnica) o di sicurezza sul lavoro – non per un controllo continuo e indiscriminato dell’attività del lavoratore, si pensi durante le pause lavorative – e previo accordo con sigle sindacali o autorizzazione da parte dell’ITL.
I lavoratori dovranno altresì essere debitamente informati.
Il datore di lavoro può controllare gli spostamenti dei dipendenti a mezzo GPS?
