È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 01.08.2026 la Legge n. 137/2026 di delega per la riforma dell’ordinamento della professione forense, che sarà attuata mediante l’adozione da parte del Governo di decreti legislativi emessi su proposta del Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Nazionale Forense. 

La Riforma, che andrà ad incidere su ogni aspetto dell’ordinamento forense, interviene dopo quella del 2012, considerata non più rispondente alle esigenze del mercato che via via si sono delineate nel tempo.

La Riforma mira in primo luogo a rafforzare il ruolo costituzionale dell’avvocato quale soggetto fondamentale per la realizzazione dello Stato di diritto.

Resteranno riservate agli avvocati l’assistenza e la difesa in giudizio; saranno espressamente ricomprese la procedura volta alla negoziazione assistita, l’arbitrato rituale e la mediazione obbligatoria o demandata dal giudice; la consulenza legale connessa all’attività giurisdizionale, se svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato ed infine è prevista la nullità dei patti che prevedano compensi in favore di soggetti non iscritti all’albo esercitanti le suddette attività riservate.

La disciplina relativa al compenso professionale resta fondata sulla libera pattuizione tra le parti ma sarà rafforzata dalla normativa sull’equo compenso, dai parametri biennali e dalla solidarietà nel pagamento in caso di accordi che concludano procedimenti giudiziali o arbitrali.

Il tirocinio, avente durata sempre di 18 mesi, sarà strutturato su una formazione obbligatoria di 12 mesi presso scuole forensi o soggetti accreditati mentre l’esame di Stato verrà riorganizzato in due prove scritte e una prova orale, con attenzione alla soluzione di casi pratici.

La Riforma Forense 2026